Vivi un viaggio unico tra Varanasi e Ujjain, due città sacre immerse nella spiritualità senza tempo nelle notti dedicate alla Shakti
11-21 ottobre 2026
Gruppo 8-10 persone
GO INSIDE – UN’ESCLUSIVA INDIA IN VIAGGIO

Kashi è la luce che squarcia il velo di Maya .Ujjain è il buco nero che inghiotte il tempo.
Chi comprende entrambe, è libero due volte: dal mondo dell’inganno, e dalla gabbia del tempo


Varanasi e Ujjain non sono due semplici città: sono due portali che si aprono durante le notti in cui l’India celebra la Madre universale.
Nel tempo di Navaratri, quando ogni notte la Dea mostra un volto diverso, Kashi e Ujjain diventano specchi della nostra stessa battaglia interiore.
• Kashi è la luce che squarcia Maya, l’illusione: sulle rive del Gange la Dea appare come forza che dissolve i veli e accende la verità.
• Ujjain è il respiro di Kala, il tempo: qui, davanti al Mahakal, la Madre si mostra come colei che spezza le catene e trasforma il fuoco in liberazione
Mentre il mondo corre, qui il tempo si ferma.
Mentre l’illusione avvolge, qui si lacera.
Chi attraversa Varanasi durante Navaratri sente la danza di forma e vuoto, di luce e ombra.
Chi entra a Ujjain sente il passo del tempo che si arresta: un silenzio che non ha ieri né domani.
Insieme, queste due città, nelle nove notti della Dea, offrono la chiave più antica che l’India custodisce:lasciare che Shakti attraversi, distrugga, generi, trasformi.
Una nota sul viaggio
Nel cammino tra Kashi e Ujjain incontreremo altri tre luoghi che amplificano il flusso del Navaratri:
• Maheshwar – Sulle rive del Narmada, dove la Dea respira nella quiete del fiume. Shakti qui culla e rigenera, come le lampade che galleggiano sull’acqua.
• Mandu – Città di rovine e vento, voce del tempo che sussurra la fragilità delle forme e l’eternità dell’essenza.
• Omkareshwar – Isola sacra a forma di Om, dove si narra che nella notte Shiva e Parvati giochino insieme, generando e dissolvendo il mondo in un ciclo senza fine.
Tre tappe che non interrompono il cammino, ma lo rendono più profondo: femminile che accoglie, tempo che insegna, unione che crea.